Tutte le risposte alle domande sul Risparmio Energetico

Che cos’è l’energia primaria?

Una fonte di energia viene definita primaria quando è presente in natura e non deriva dalla trasformazione di nessuna altra forma di energia.
Rientrano in questa classificazione:

  • fonti rinnovabili: energia solare, eolica, idroelettrica, geotermica, biomasse.
  • fonti esauribili: combustibili (es: petrolio grezzo, gas naturale, carbone) o energia nucleare.

La differenza rispetto all’energia prodotta da fonti secondarie risiede nel fatto che quest’ultima può essere utilizzata solo in seguito ad una trasformazione dell’energia.
Per misurare l’energia primaria necessaria si ricorre al TEP (Tonnellata Equivalente Petrolio).

Che cos’è l’efficienza energetica?

La definizione “efficienza energetica” indica una serie di azioni di programmazione, pianificazione e realizzazione di strumenti operativi e strategie che permettano di consumare meno energia a parità di servizi offerti.
L’efficienza fa riferimento al sistema energetico nel suo complesso e va intensa come la capacità di garantire l’erogazione di un servizio (es: l’illuminazione) attraverso l’utilizzo della minor quantità di energia primaria possibile.

Che cos’è il risparmio energetico?

La definizione “risparmio energetico” indica una serie di azioni di programmazione e pianificazione che permettano di ridurre il costo economico della bolletta energetica (es: scelta del contratto di fornitura energetica conforme alle proprie esigenze).

Qual è la differenza fra risparmio energetico ed efficienza energetica?

Risparmio energetico ed efficienza energetica sono usati come sinonimi ma esiste una profonda differenza tra i due termini.

Fare efficienza comporta un risparmio energetico, ma non è necessariamente vero il contrario. Come indicato dalla Comunità Europea nel suo Libro Verde, fare efficienza energetica non equivale a “risparmiare” ma a “fare di più con meno”.

(es: per risparmiare nel riscaldamento degli ambienti si potrebbe abbassare la temperatura dei corpi scaldanti, con una corrispondente diminuzione del benessere abitativo. Migliorando invece la coibentazione di pareti ed infissi si raggiunge una riduzione della spesa energetica, a parità di benessere percepito).

Quali sono le principali azioni per ottenere efficienza energetica?

Clienti residenziali
L’analisi dei consumi di una casa può evidenziare le maggiori aree da portare ad uno stato di “efficienza” nelle aree di riscaldamento e refrigeramento degli ambienti, oltre che nella produzione di acqua calda per usi sanitari.
Nel primo caso l’installazione di una caldaia a condensazione o di un sistema di pompa di calore geotermica (o ad aria nelle aree piu’ calde dell’italia) porta a risparmiare fino al 30% sul costo per i consumi.
Nel secondo caso l’impiego dei moderni scalda acqua elettrici a pompa di calore consente un risparmio in bolletta fino al 70% rispetto ad uno scalda acqua tradizionale.

Clienti industriali
L’analisi della domanda di energia da parte del cliente industriale vede i maggiori consumi legati all’utilizzo dei motori elettrici nei processi produttivi. L’utilizzo dei motori ad alta efficienza è la prima area d’intervento per favorire azioni di efficienza energetica.
La seconda area riguarda l’efficienza negli impianti di illuminazione dei siti industriali.

Cos’è un Audit Energetico?

L’audit energetico consiste nello studio e nella misurazione dei fabbisogni energetici presenti in un determinato sito. L’analisi consente di individuare le aree in cui è maggiore lo spreco di energia e, allo stesso tempo, quelle in cui sono possibili concreti margini di miglioramento.

L’obiettivo principale è individuare una serie di azioni attraverso cui ridurre il consumo energetico e conseguentemente di ridurre i costi della spesa legata all’energia.

E’ possibile identificare due tipologie di Audit Energetico:

1. Audit preliminare (o Analisi Energetica)
2. Audit di Dettaglio

Cos’è una Analisi Energetica?

Un’analisi energetica (o audit energetico preliminare) è una analisi che mira a:

  • stabilire i consumi energetici presenti nel sito/organizzazione;
  • stimare la portata dei risparmi raggiungibili;
  • identificare le aree più promettenti (con i maggiori margini di miglioramento);
  • identificare miglioramenti e risparmi immediati (in particolare interventi a costo nullo o a basso costo con rientri dell’investimento inferiori ai due anni).

Cos’è un Audit di Dettaglio?

Un audit energetico di dettaglio fornisce una stima più accurata dei costi e dei risparmi conseguibili, valutando eventuali interazioni tra i sistemi energetici dell’ambiente analizzato.

L’audit di dettaglio si compone di tre fasi:

a) Pre-audit
b) Audit
c) Post-audit

a) Pre-audit
Il pre-audit consiste nel sopralluogo preliminare nell’ambiente di riferimento, al fine di poter pianificare e schedulare le successive procedure di audit (es: analisi dei processi e delle attività svolte, mappatura delle aree su cui concentrare le attività di analisi, valutazione degli strumenti di misurazione, ecc).

b) Audit
E’ la fase analitica vera e propria. Il report in uscita da tale fase includerà:

  • la descrizione del processo di consumo dell’energia nel sito di riferimento;
  • una lista di misure da intraprendere per migliorare i livelli di efficienza, associata ad un’analisi di fattibilità sia tecnica che economica

Gli interventi di efficienza energetica più comuni riguardano:

  • interventi di sostituzione di un determinato combustibile con uno più efficiente;
  • interventi sulle modalità di generazione e conversione dell’energia (es: utilizzo di aria compressa prodotta in eccesso; riutilizzo di vapore, ecc);
  • interventi sulla rete di distribuzione (es: applicazione di trasformatori, cavi con minori dispersioni, dispositivi di accensione e spegnimento automatici, ecc).

c) Post-Audit
La fase conclusiva dello studio di dettaglio consiste in una serie di azioni quali:

  • Verifica della tempistica e delle modalità di esecuzione degli interventi;
  • Monitoraggio dell’efficacia degli interventi;
  • Pianificazione di eventuali azioni di correzione;
  • Implementazione degli interventi individuati.

Cos’è un certificato bianco (TEE)?

I certificati bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), rappresentano un incentivo atto a ridurre il consumo energetico da parte dell’utilizzatore finale.

Istituiti in Italia con i DD.MM. 20 luglio 2004 elettricità e gas, ed entrati in vigore nel Gennaio 2005, i certificati bianchi consistono in titoli acquisiti in seguito all’attuazione di interventi di risparmio energetico (es: sostituzione di elettrodomestici e caldaie più vecchie in favore di apparecchi a più alta efficienza).

L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) è l'ente che:

  • autorizza l'emissione dei certificati bianchi.
  • gestisce la valutazione economica dei TEE.
  • si occupa del controllo dell'effettivo risparmio energetico ottenuto.

I certificati bianchi riguardano quattro tipologie di intervento:

  • TIPO 1: risparmio di energia elettrica;
  • TIPO 2: risparmio di gas naturale;
  • TIPO 3: risparmio di altri combustibili;
  • TIPO 4: risparmio di altri combustibili per il trasporto.

L'osservanza dei limiti di risparmio energetico viene premiato dall'Autorità e da altre fonti governative di finanziamento con un contributo economico, il cui valore viene stabilito annualmente dalla stessa Autorità. Inoltre è possibile guadagnare vendendo i titoli in eccesso grazie al raggiungimento di un risparmio superiore a quello annualmente prestabilito.

Per la maggior parte degli interventi il periodo di concessione è di 5 anni, mentre per gli interventi di isolamento termico degli edifici, di architettura bioclimatica e altri interventi similari il periodo di concessione è di 8 anni.

Cos’è la certificazione energetica?

La certificazione energetica di una struttura è un documento che indica il fabbisogno energetico dello stabile. In esso sono contenute valutazioni che individuano le azioni da intraprendere per ottenere un'ottimizzazione del rendimento energetico in termini di costi/benefici.

La valutazione dell’edificio segue due classificazioni energetiche:

  • classe di isolamento termico;
  • qualità dell’impiantistica.

Con l’aiuto di una tabella suddivisa in caselle colorate, dal verde (basso fabbisogno energetico) al rosso (alto fabbisogno), è possibile valutare se un edificio consuma molta o poca energia.

Cos’è un certificato energetico?

Il certificato energetico è un documento, preparato da professionisti qualificati e abilitati, che valuta l’entità del fabbisogno di energia necessaria in un anno per il riscaldamento degli ambienti, la produzione di acqua calda sanitaria e il condizionamento estivo.

La certificazione ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza del mercato immobiliare fornendo agli acquirenti e ai locatari informazioni sulle caratteristiche energetiche degli edifici e di incoraggiare i proprietari di immobili a realizzare interventi di miglioramento dell’efficienza energetica della propria abitazione.

Cosa contiene un documento di certificazione energetica?

Il documento deve indicare:

  • i dati energetici dell’edificio;
  • i valori di riferimento di legge;
  • i suggerimenti in merito agli interventi più significativi e convenienti per aumentare l’efficienza energetica;
  • la relazione tecnica su accertamenti e ispezioni

Cos’è l’Energy Management ?

Per Energy Management si intende ogni strategia di regolazione ed ottimizzazione dei consumi energetici, facendo leva sui sistemi di produzione dell’energia e sulle procedure di utilizzo.

L’obiettivo è puntare su sistemi energetici efficienti, inseriti in un processo produttivo che miri alla riduzione degli sprechi, senza avere ripercussioni su altri costi di produzione né sugli standard qualitativi.

Cos’è il DSM (Demand Side Management)?

Il termine Demand Side Management (o gestione della domanda di energia) fa riferimento a quella serie di azioni che influenzano la quantità o la modalità d'uso dell'energia consumata da parte degli utenti finali.
Un esempio di DSM si riscontra nelle attività finalizzate alla riduzione della cosiddetta “domanda di punta”. Nei periodi in cui i sistemi di alimentazione di energia sono limitati, ricorrete ad attività di DSM permette di gestire la domanda di energia da parte degli utenti attraverso l’utilizzo di tecnologie e strumenti per una pianificazione razionale della produzione e della distribuzione di energia.
La  gestione della domanda di punta (Peak demand management) non riduce l’energia totale consumata dagli utenti in un giorno ma la distribuisce nell’arco della giornata, ottimizzando tempi/costi di produzione e distribuzione (es: suddivisione in fasce orarie, recupero della dispersione di energia, ecc).

Cos’è l’intensità energetica?

L’ intensità energetica è un’unità di misura che valuta l’efficienza energetica riferita al sistema economico di una nazione. Viene calcolata come unità di energia per unità di prodotto interno lordo (PIL).
Molti fattori influenzano l'intensità energetica complessiva dell'economia di una nazione. Quelli più comuni riguardano:

  • la richiesta di un migliore standard di vita;
  • l’aumento e il consumo di beni e servizi;
  • le condizioni di temperatura ambientali medie.

Un paese con un tenore di vita progredito avrà una maggiore prevalenza di beni di consumo e dunque presenterà una maggiore intensità di energia (con costi e consumi più elevati) rispetto a quelli con bassi standard di vita. Un paese esposto a temperature rigide o, al contrario, molto elevate avrà una spese energetica correlata alla quantità di energia consumata per il riscaldamento o il refrigeramento.

Cos’è la cogenerazione?

Con il termine cogenerazione si indica la produzione ed il consumo contemporaneo di diverse forme di energia secondaria (energia elettrica, meccanica, energia termica) partendo da un'unica fonte (sia fossile che rinnovabile) attuata in un unico sistema integrato.
La cogenerazione è una tecnologia che consente di incrementare l'efficienza energetica complessiva, attraverso un sistema di conversione di energia.
La cogenerazione viene realizzata in particolari centrali termoelettriche, dove si recupera l'acqua calda, il vapore e/o i fumi prodotti da un motore primo alimentato a combustibile fossile (gas naturale, olio combustibile, ecc). Si ottiene così un significativo risparmio di energia rispetto alla produzione separata dell'energia elettrica (tramite  centrale elettrica) e dell'energia termica (tramite centrale termica tradizionale).

Cos’è la trigenerazione?

La trigenerazione è un particolare campo dei sistemi di cogenerazione  che, oltre a produrre energia elettrica, consente di utilizzare l’energia termica recuperata dalla trasformazione anche per produrre energia frigorifera, ovvero acqua refrigerata utilizzabile per il condizionamento o per processi industriali.
La trasformazione dell’energia termica in energia frigorifera è resa possibile grazie all’impiego del ciclo frigorifero ad assorbimento il cui funzionamento si basa su trasformazioni di stato del fluido refrigerante in combinazione con la sostanza utilizzata come assorbente. Le principali coppie di refrigeranti/assorbenti sono:

  • acqua/bromuro di litio
  • ammoniaca/acqua

 

Cos’è la micro-cogenerazione?

La cogenerazione con potenza elettrica inferiore ad 1 MW si definisce piccola cogenerazione. Quella con potenza inferiore a 50 KW è detta micro-cogenerazione e viene effettuata tramite motori alternativi (a combustione interna, microturbine a gas o motori a ciclo Stirling).
La differenza principale tra la piccola cogenerazione e la micro-cogenerazione consiste nel fatto che nella piccola cogenerazione l'energia termica è un prodotto secondario, mentre la micro-cogenerazione è diretta principalmente alla produzione di calore e secondariamente alla produzione di energia elettrica.

 

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